Islanda remota: fiordi, Islanda settentrionale e Penisola di Snaefellsnes
- 24 mag
- Tempo di lettura: 11 min
Cerchi dei suggerimenti per pianificare il tuo prossimo viaggio in Islanda? Abbiamo percorso alcune tra le più spettacolari strade secondarie alla scoperta di luoghi remoti dell’Islanda Settentrionale e dei fiordi che potrebbero ispirarti. Scopri con noi i paesaggi spettacolari che la maggior parte dei tour organizzati non include..

Se cerchi informazioni anche sull’Islanda del Sud e la penisola di Reykjavik potrebbe interessarti anche il nostro itinerario completo di due settimane, con tutte le informazioni pratiche frutto della nostra esperienza diretta e le domande frequenti che spesso riceviamo da altri viaggiatori
Fiordi, Islanda settentrionale e Penisola di Snaefellsnes: Seydisfjördur
Inizia la seconda parte del nostro itinerario on the road in Islanda, alla scoperta di fiordi, Islanda settentrionale e Penisola di Snaefellsnes; luoghi sicuramente meno turistici ma altrettanto affascinanti. In questo percorso abbandoneremo a tratti la grande e comoda Ring Road 1 che abbiamo seguito nella prima parte del viaggio - se non hai ancora letto l’articolo, puoi trovarlo qui - per avventurarci su strade secondarie e spesso sterrate sfruttando le quattro ruote motrici nei tratti più complessi.
Seydisfjördur e i Fiordi dell’Est
I Fiordi dell’Est dell’Islanda rappresentano una delle regioni meno battute del paese. Guidare in questa area compresa tra Egilsstaðir e Höfn significa affrontare strade panoramiche tanto belle quanto impegnative che attraversano insenature profonde, montagne scoscese e graziosi villaggi di pescatori. Il nostro viaggio si è svolto a Settembre, mese in cui la maggior parte delle strade sono percorribili con un adeguato mezzo 4x4 facendo giusto attenzione al meteo; in inverno neve, ghiaccio e vento possono rendere alcuni tratti difficili o temporaneamente chiusi quindi è molto importante tenersi costantemente aggiornati. Guidare lentamente non è soltanto una questione di sicurezza: è anche il modo migliore per godersi il paesaggio: I fiordi dell’est, regalano scorci bellissimi a ogni curva…montagne che si tuffano nel mare, scogliere, fari …

Consigli sui Fiordi dell’Est:
le strade panoramiche più belle sono le strade secondarie 92, 93, 94 e 96
il villaggio di BorgarfjörðurEystri e il promontorio di Hafnarholmi dove è possibile vedere centinaia di puffin da Maggio a metà agosto
il villaggio Seydisfjördur, famoso per la sua iconica chiesetta al termine di una strada arcobaleno. Inoltre è uno dei principali porti di attracco, se si arriva in Islanda via mare: in particolare qui arrivano i traghetti della Smyril Line che partono da Hirtshals in Danimarca, con possibilità di fermarsi anche alle Faroe (è uno dei nostri sogni nel cassetto, prima o poi torneremo in Islanda in questo modo)
Stuðlagil Canyon
Lo Stuðlagil canyon può essere visitato da due lati e spesso ci sentiamo chiedere da altri viaggiaori se sia meglio il versante Est o quello Ovest. In realtà entrambi hanno delle peculiarità che possiamo riassumere in questo modo:
Lato Est: bisogna camminare un pochino, ma la vista è indubbiamente più scenografica in quanto si arriva molto vicino alle colonne basaltiche. Arrivando dalla Ring Road si deve prendere la deviazione con la strada sterrata n. 923 e seguire le indicazioni per Klaustursel. Prima del ponte, troverete un primo parcheggio, ma se avete un 4X4 attraversate il ponte e girate subito dopo a destra, proseguendo in auto per 2 km sullo sterrato un pò dissestato fino al secondo parcheggio. Da qui sono circa 3 km a piedi a tratta (prevalentemente in piano); considerate tra andata e ritorno un paio d’ore (dal secondo parcheggio si risparmiano infatti 4 km in totale!
Lato Ovest: più facilmente raggiungibile, ma la vista è molto limitata e non molto scenografica poiché avviene da una piattaforma dall’alto. Come arrivare: dalla Ring Road prendete la strada sterrata n. 923 e seguite le indicazioni per Grund. Alla fine della stradina troverete un parcheggio a circa 200 m dalla piattaforma panoramica che si raggiunge tramite delle ripide scale
Attenzione alle foto prese da Instagram, l'acqua non è sempre azzura! Il colore dell’acqua in realtà dipende dal periodo! Infatti, si riesce a vedere il contrasto delle colonne basaltiche sull’acqua smeraldo solo da metà giugno a metà agosto; nel resto dell’anno invece bisogna accontentarsi della versione sempre affascinante, ma sicuramente meno fotogenica dell’acqua marrone grigio. Perché questo cambio colore? Perché verso fine agosto il ghiacciaio Vatnajokull riversa detriti nel fiume che da calmo si ingrossa e perde il colore smeraldo
Islanda Settentrionale
Esplorati i fiordi dell’Est, ci mettiamo di nuovo in strada, direione il lago Mývatn. Situato nel nord del Paese, il lago si trova in una vasta zona vulcanica modellata nei millenni da continue eruzioni, campi di lava e una attività geotermica ancora oggi molto intensa e visibile. Per raggiungerlo riprendiamo la Ring Road 1.

Guidare questa tratta è stata un’esperienza unica che ha tenuto Francesca incollata al finestrino e ci ha dato la sensazione di entrare poco a poco in uno scenario lunare: lungo il tragitto il panorama si è gradualmente trasformato dalle coste frastagliate ai campi immensi di colate laviche nere coperte di muschio, altopiani desertici e montagne che sembrano uscire da un altro pianeta.
Area Geotermica di Hverir
Hverir è un'area geotermica vicina al lago Mývatnin cui vedere fumarole fumanti, pozze di fango ribollenti circondate da cristalli di zolfo colorati, il tutto immerso in un paesaggio ocra molto suggestivo!
Siate preparati: questo posto è davvero panoramico, ma lo zolfo conferisce alla zona un forte odore sulfureo, talvolta non molto gradevole. Inoltre, mettetevi la retina o almeno un paracollo e occhiali da sole per pararvi il viso dai fastidiosi moscerini che infestano la zona del Myvatn
Lago Mývatn
Formatosi più di 2000 anni fa in seguito a una violenta eruzione vulcanica del sistema di Krafla, l’area di Mývatn comprende oltre al lago omonimo campi di lava nera, crateri esplosi, fumarole fumanti e sorgenti geotermiche convivono in un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta. La superficie del lago, tra i più grandi di tutto il paese, è caratterizzata da oltre cinquanta isolotti e pseudo-crateri, nati dall’esplosione del vapore intrappolato sotto le colate laviche incandescenti. Anche solo guidare lungo il lago è un'esperienza appagante e che offre numerose opportunità fotografiche.
Tra i luoghi da non perdetere intorno al lago a noi sono piaciuti molto:
Cratere Hverfjall: uno dei più grandi e simmetrici crateri esistenti al mondo . Con una passeggiata di 15 minuti in salita si può arrivare in cima e da lí ammirare anche il panorama del lago dall’alto!
Grjótagjá, una grotta lavica con l’acqua azzurra
Dimmobugir: un intricato labirinto di formazioni laviche e pilastri basaltici dalle forme bizzarre che hanno ispirato innumerevoli leggende del folklore islandese tra cui è possibile passeggiare! Quest'area e le colline circostanti sono infatti state scelte come location per alcune scene della celebre serie Game of Thrones, in particolare per rappresentare i territori oltre la Barriera e delle atmosfere più misteriose del Nord.
Gli pseudocrateri di Skutsustadagigar
Nelle vicinanze da vedere inoltre, la spettacolare area geotermica di Hverir e se vi avanza tempo, andate anche al vicino Viti Crater (Krafla), un lago azzurro all’interno di un cratere molto fotogenico e facilmente raggiungibile!

Curiosità: sapete cosa significa Myvatn? Letteralmente "lago dei moscerini", un riferimento alle immense nuvole di insetti (innocui ma decisamente fastidiosi) che popolano la zona durante l’estate e che sono fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio dell'ecosistema, ricchissimo di uccelli acquatici. Pertanto consigliamo di mettetervi la retina o almeno un paracollo e occhiali da sole per pararvi il viso durante le visite all'aperto.
Le grandi cascate del Nord
Nel Nord dell’Islanda l’acqua assume forme diverse: in alcuni luoghi, i corsi d'acqua sembrano sul punto di esplodere, ruggiscono in maniera selvaggia, scolpendo i canyon e le antiche rocce laviche con una forza che sembra provenire dal centro della Terra. Altre aree mostrano una Natura più docile ma capace di creare paesaggi scenografici che sembrano essere stati creati appositamente. Le tre grandi cascate della regione (Dettifoss, Goðafoss e Rjúkandafoss) rappresentano tre volti completamente diversi della natura islandese ma sono accomunati dalla stessa energia primordiale.
Dettifoss
Dettifoss è senza dubbio la più impressionante: monumentale, possente, una vera forza della natura; non a caso è considerata tra le cascate più potenti d'Europa per volume d'acqua. Il paesaggio intorno è spoglio, quasi apocalittico e sembra quasi una scelta consapevole della Natura per non interferire con la meraviglia e la forza di questa cascata. Avvicinandosi al salto principale, la nube d’acqua sollevata dalla cascata e trasportata dal vento avvolge tutto in una foschia continua, ma il rumore è così forte che impone il rispetto. Non sorprende che proprio questo scenario sia stato scelto dal regista Ridley Scott per l’iconica sequenza iniziale del film Prometheus. Il prologo del film inizia proprio qua, dove una figura aliena osserva il paesaggio vergine di una Terra probabilmente appena creata, prima di sacrificarsi e dare origine alla vita umana: le immagini di Dettifoss diventano così simbolo di creazione, distruzione e nascita dell’umanità.
Ma meglio visitare il lato ovest oppure il lato est ? Bisogna sapere che trai due lati del fiume non ci sono ponti che permettono un rapido attraversamento della cascata, perciò bisogna scegliere quale lato vedere.
Lato est: per arrivare da questa riva bisogna percorrere una strada sterrata, la n. 864. Scegliete questo ingresso per una vista più ravvicinata. Da qui inoltre potete proseguire un paio di km per il favoloso viewpointsulla cascata di Hafragilsfoss ed il Jökulsárgljúfur Canyon
Lato Ovest: senza dubbio il lato più turistico e facilmente accessibile: ci si arriva percorrendo la strada asfaltata n. 862 dove si trova un parcheggio ed un facile camminamento che condice alla sponda della cascata. In ogni caso anche qui l’effetto wow è assicurato.
Queste indicazioni valgono sia arrivando da sud dal lago Mytvan o da Nord da Asbyrgi.
Da entrambi i lati con una breve passeggiata è possibile vedere anche la vicina cascata Selfoss.
Goðafoss
Pochi chilometri più a ovest di Dettifoss, Goðafoss offre invece uno spettacolo completamente diverso. Conosciuta come la “cascata degli dei”, deve il suo nome a un episodio leggendario della storia islandese: si narra che nell’anno 1000 il legislatore Þorgeir Ljósvetningagoði gettò qui le antiche statue degli dèi norreni pagani dopo la conversione ufficiale alla religione cristiana. La cascata si apre in un elegante arco semicircolare, creando una scenografia armoniosa e quasi mistica. A differenza della brutalità di Dettifoss, qui domina l’equilibrio, l'eleganza e la pace.
Rjukandafoss
Spesso ignorata dagli itinerari più turistici, Rjukandafoss è una delle molte cascate che si possono vedere direttamente percorrendo la Strada 1 … perfetta per fare una pausa guidando da Egilsstadir al Lago Myvatn. Situata lungo la strada che conduce verso l’altopiano interno, questa cascata alta 139 m si distingue per la serie di salti d’acqua che sembrano scivolare lentamente lungo la montagna avvolti da una sottile nebbia da cui deriva il nome stesso: “cascata fumante”
Húsavík
Considerata la capitale islandese del whale watching, Húsavík è infatti uno dei posti migliori per prendere parte a tour organizzati per l'osservazione delle balene in Islanda. Le acque al largo di questa piccola cittadina lungo la costa sono ricche di nutrienti ed attirano numerose specie marine, tra cui megattere, balenottere minori e delfini.

Durante il nostro itinerario, viste le condizioni ideali (mare calmo e giornata di sole) abbiamo deciso di provare anche noi un tour in barca della durata di 3 ore - al costo di 11300 ISK a persona (circa 80 euro) - con la compagnia North Sailing che organizza varie uscite al giorno (in speed boat il giro dura 2h e il costo è 19700 ISK a persona ). In settembre quando siamo stati noi, non era necessario prenotare in anticipo e abbiamo preso i biglietti direttamente alla biglietteria al porto, ma per chi volesse fare questa esperienza in alta stagione è consigliabile prenotare il tour con anticipo. Una possibilità può essere quella di cercare su getyourguide https://gyg.me/frJUerNI)
Atenzione: l'osservazione della fauna marina non può essere garantita! Nel nostro caso non siamo stati fortunatissimi e sebbene abbiamo avvistato un paio di balene e diversi soffi, la barca non è mai stata troppo vicina durante le emersioni. Ma in fondo la natura è anche questo, si lascia osservare con i suoi modi ed i suoi tempi, quindi va bene così.
Una curiosità finale su Húsavík: negli ultimi anni la cittadina ha conquistato anche una sorprendente notorietà cinematografica grazie al film Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga.
Penisola di Tröllaskagi
Penisola di Tröllaskagi, situata tra Akureyri e Siglufjörður è forse una delle regioni meno raccontate dell’Islanda, un territorio remoto dove montagne scoscese a picco sul mare, fiordi profondi, fari isolati e villaggi di pescatori sembrano comparire dal nulla. Il suo nome significa letteralmente “penisola dei troll", e basta percorrere le strade che si insinuano tra pareti rocciose per capire perchè il luogo sia così legato alle antiche leggende islandesi: qui il paesaggio assume forme così drammatiche e misteriose da sembrare abitato da creature mitologiche. Le vette delle montagne arrivano spesso a superare i 1400 metri e proprio per questo rimangono innevate per una buona parte dell’anno, creando un contrasto straordinario con il blu del mare dei fiordi sottostanti.
Il nostro on the road si è concentarto su un itinerario poco battuto, ma molto scenografico con vedute mozzafiato sulla costa nord, attraverso le strade 82 e 76!
Tra le soste da non perdere vi consigliamo il pittoresco villaggio di pescatori di Siglufjörður (che in passato è stato il centro mondiale della pesca all’aringa, ricordato ai visitatori con un simpatico gruppo scultoreo su un piccolo molo in legno all'entrata del villaggio), il faro arancione di Siglunes, la chiesetta dal tetto blu e le scogliere di Hofsòs, la chiesetta con il tetto d’erba di Grafarkirkja

Se avete tempo arrivate anche fino al porticciolo di Reykir e prendete parte a un tour in barca fino all’isolotto di Drangey in mezzo allo Skagafjörður per vedere sulle sue scogliere alte 180 metri tantissimi uccelli marini (le pulcinelle di mare talvolta sono visibili qua fino a metà agosto)
Westfjords
I Vestfirðir, più comunemente chiamati Westfjords, sono stati per noi il simbolo dell’Islanda più remota e selvaggia. Questa vasta penisola frastagliata che sembra assumere la forma di una grande mano è separata dal resto del Paese da montagne e fiordi profondissimi che richiedono molto tempo per essere percorsi in auto, e dove la vita sembra scorrere ad un ritmo diverso rispetto al resto dell’isola: le distanze si dilatano, il traffico è inesistente e la natura è l'unica protagonista. Nei Westfjords non ci sono città né itinerari battuti dai tour organizzati, ma piuttosto strette strade sterrate che si arrampicano lungo scogliere vertiginose con viste pazzesche e villaggi di poche decine di abitanti.

Se avete un paio di giorni come noi, ecco le tappe imperdibili:
la cascata di Dynjandi. Dynjandi è facilmente raggiungibile ed è dotata di un parcheggio con servizi da cu parte un sentiero in salita facile che permette di avvicinarsi alla cascata. La cascata ricorda il velo bianco di una sposa, ed infatti si presenta come una cascata a ventaglio che si allarga progressivamente lungo la parete rocciosa. Il fragore dell’acqua accompagna i visitatori lungo il sentiero che conduce alla sommità, mentre tutto intorno si apre uno scenario di fiordi e altopiani che trasmette un senso assoluto di isolamento
La spiaggia rossa di Raudasandur e la vicina chiesetta nera
Le imponenti scogliere di Latrabjarg alte 440m e lunghe 14 km (popolate dalle pulcinella di mare fino a metà agosto) che rappresentano il punto più occidentale d’Europa
la spiaggia bianca di Orlygshöfn bagnata dal mare turchese che affaccia sulle scogliere del Patreksfjordur, nonchè il vicino faro
se vi rimane tempo andate anche al villaggio di Bíldudalur e fino alla punta dell’’Arnafjordur nonchè fino al Isafjordur nel nord dei Westfjords
Consigli utili per l'esplorazione dei Westfjords:
le strade sono prevalentemente sterrate, piene di buche e serve quindi necessariamente un 4x4
Fate rifornimento ogni volta che potete, perché le pompe di benzina sono poche
qui più che altrove organizzatevi con la spesa/panini per i pasti perché non troverete praticamente niente
Se dovete scegliere, privilegiate la parte sud dei Westfjord che è decisamente più bella
Penisola di Snæfellsnes
Al rientro dai fiori Occidentali, ci spingiamo verso l'esplorazione della Penisola di Snæfellsnes, una regione che sebbene di piccolissime dimensioni meriterebbe da sola un viaggio in Islanda tante sono le bellezze che si possono esplorare in quest'area. Definita talvolta come una "Islanda in miniatura”, in poche decine di chilometri concentra molte delle caratteristiche che rendono celebre il Paese: scogliere a picco sul mare, fari, spiagge, fiordi, vulcani, campi di lava, un ghiacciaio, villaggi di pescatori…
Il fascino della penisola è però indissolubilmente legato ad un romanzo. Fu proprio lo Snæfellsjökull a ispirare Jules Verne nel celebre romanzo Viaggio al centro della Terra: nel libro, il cratere del vulcano rappresenta l’ingresso verso le profondità del pianeta dove si calano il professor Otto Lidenbrock e suo nipote Axel seguendo gli indizi di un manoscritto runico, trasformando questa montagna islandese in uno dei luoghi più iconici della narrativa d’avventura.
Cosa non perdere nella Penisola di Snæfellsnes:
l’iconica Kirkjufell Mountain e la cascata Kirkjufellsfoss sono senza dubbio tra le location più riconoscibili e fotografate del paese. Questa montagna dalla forma conica che si riflette nelle acque delle piccole cascate circostanti è diventata famosa in tutto il mondo grazie alla serie Game of Thrones, dove appare come la “montagna a forma di punta di freccia” nelle visioni del Mastino e di Bran Stark.

la chiesetta nera di Budir circodata dai campi di lava

Spiaggia di Ytri Tunga popolata dalle foche

la spiaggia di sabbia nera di Djúpalòn e le sue spettacolari formazioni rocciose
Il faro di Malariff e le vicine scogliere di Londragar
il Ghiacciaio dello Snæfelsjokull dove Jules Verne ambientò il suo romanzo “Viaggio al centro della Terra”
le imponenti scogliere di Arnarstapi
Il pittoresco villaggio di Stykkishólmur e il faro di Súgandisey sulla scogliera che affaccia sul Breidasfjörður
Se ti è piaciuto questo itinerario ma cerchi maggiori informazioni potrebbero interessarti anche gli altri articoli dedicati all'Islanda. Altre fotografie e informazioni sono disponibili alla nostra pagina instagram @2intour



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