Un giorno nella città bianca di Arequipa
- Aug 1, 2021
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Updated: 15 hours ago
Cerchi suggerimenti per pianificare il tuo prossimo viaggio in Peru del Sud? In questo articolo abbiamo approfondito la colorata città coloniale di Arequipa. Una tappa del nostro itinerario on the road alla scoperta degli angoli più caratteristici di questa città incorniciata tra maestosi vulcani e ricca di storia

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La città bianca di Arequipa
Arequipa è la seconda città più grande del Perù, ma ha un fascino completamente diverso dalla caotica e moderna Lima. Cuore pulsante della omonima regione, Arequipa è situata ad una altitudine di circa 2.300 metri sul livello del mare, immersa in un contesto paesaggistico a dire poco spettacolare.
La regione circostante è infatti caratterizzata da alcuni tra i più imponenti vulcani delle Ande meridionali, intervallati da altipiani, gole profonde e fertili vallate.
Ed è proprio la geologia unica di quest'area che ha plasmato la città: Arequipa è infatti costruita in gran parte con il sillar, una pietra vulcanica di colore bianco che le conferisce un fascino luminoso e distintivo, e da cui deriva il suo soprannome di Città Bianca.
Oltre al colore bianco, questa pietra è stata scelta come principale materiale da costruzione della città anche per altre due ragioni: innanzitutto è resistente, caratteristica fondamentale in una zona ad alto rischio sismico; in più si tratta di una materiale traspirante, che aiuta a mantenere fresche le abitazioni durante le calde giornate estive. Questa combinazione di bellezza e funzionalità ha permesso alla città di conservare intatto il suo fascino per secoli.
Il centro storico di Arequipa
Il centro storico di Arequipa è un vero gioiello architettonico e culturale, che ha mantenuto immutato nei secoli lo splendore raggiunto durante l'epoca coloniale spagnola.
Passeggiando per le sue strade lastricate, ogni angolo racconta una storia: dalle imponenti chiese barocche ai cortili silenziosi dei conventi, fino ai palazzi coloniali che riflettono la luce della pietra bianca.
Iniziamo la nostra visita, come sempre al mattino presto, dalla centralissima Plaza de Armas, una delle piazze più eleganti del Perù circondata da portici e da un giardino molto curato, diversi caffè e la maestosa Cattedrale di Arequipa che si trova proprio di fronte. Costruita nel XVI secolo - e più volte ricostruita a causa dei frequenti terremoti - la cattedrale colpisce per le sue imponenti torri laterali e le facciate scolpite nella pietra. Facciamo un rapido giro all'interno per poi tornare a passeggiare nella piazza per osservare la vera vita cittadina: bancarelle che offrono bevande e cibo da passeggio, bambini che giocano a pallone e donne dai coloratissimi vestiti che trasportano in sacchi di iuta artigianato locale. La piazza ci offre numerose opportunità fotografiche, ma decidiamo di incamminarci verso il Monastero di Santa Catalina distante pochi minuti dalla cattedrale, con l'idea di visitare il sito prima dell'arrivo delle gite organizzate.
Monasterio de Santa Catalina
Uno dei luoghi più affascinanti ed iconici è senza dubbio il Monastero di Santa Catalina, una vera e propria città dentro la città.
Fondato nel 1579, il convento si sviluppa su un’area vasta che lo rende uno dei conventi più grandi di tutto il Sud America, con tanto di strade interne, piazze, cortili e case colorate. Camminare tra le sue mura è come fare un viaggio nel tempo: ogni angolo racconta storie di suore, di devozione e di vita quotidiana del passato coloniale.
Il monastero divenne un rifugio per le donne della nobiltà che desideravano dedicarsi alla vita religiosa ma senza dover abbandonare la loro posizione sociale, proprio come fece doña María de Guzmán: una nobile locale molto ricca e senza figli che decise di ritirarsi all'interno del Convento nel 1579 e che di fatto divenne la prima abitante e priora.
Da quel momento, per più di quattro secoli Santa Catalina divenne uno dei centri di devozione più importanti del Peru.
Per organizzare la visita in questo luogo il nostro consiglio è dedicare almeno 2-3 ore, esplorando a piedi il complesso senza fretta. Fondamentale è indossare scarpe comode e prepararsi a camminare molto, perché l’area del monastero copre oltre 20.000 metri quadrati. L’ingresso è a pagamento, con possibilità di avere audioguide per un tour in autonomia, oppure prendere parte a tour guidati.
In ogni caso la visita al monastero è organizzata in modo da permettere ai turisti di esplorare liberamente le varie aree senza necessariamente seguire un unico percorso.
Durante la visita si possono osservare le stanze dove alloggiavano le suore, gli atelier, le cucine e numerose aree comuni. Quello che ci ha colpito maggiormente sono comunque le colorate facciate rosse, blu e arancioni lungo i vicoli interni del convento, che creano un contrasto vivace e sorprendente con la pietra bianca che domina all'esterno nel centro di Arequipa.
Tra le varie scritte ed incisioni che è possibile osservare sui muri durante la visita del convento, spicca un messaggio su un arco inciso direttamente nella pietra e che invita al silenzio. Questa semplice scritta, diretta e potente, doveva servire come monito per le suore e per ricordare loro l’importanza della contemplazione e della meditazione nella vita quotidiana del convento.
Non semplicemente quindi una regola pratica: la pratica del silenzio doveva rappresentare un vero e proprio principio guida spirituale. In un luogo dove la vita era scandita dalla preghiera, dal lavoro manuale e dalla riflessione interiore, il silenzio diveniva uno strumento essenziale per avvicinarsi a Dio e mantenere l’armonia tra le consorelle.
Mirador Yanahuara
Concludiamo la nostra giornata ad Arequipa raggiungendo in auto il Mirador di Yanahuara, che si trova giusto a pochi minuti dal centro storico di Arequipa.
Si tratta di uno dei punti panoramici più celebri della città, con un belvedere che offre una vista mozzafiato sui vulcani Misti, Chachani e Pichu Pichu che circondano ad arco la città, e dal quale si ha una splendia vista suoi tetti e le facciate in sillar della città che brillano al sole.
Il mirador è famoso anche per i suoi portici in pietra bianca decorati con motivi tradizionali che creano scorci fotografici indimenticabili.
Da questo punto riprendiamo il percorso in auto che ci porterà verso la prossima meta: il Canyon del Colca.
DOMANDE FREQUENTI
Cosa significa Arequipa?
Il nome Arequipa potrebbe derivare dall'unione di due antiche parole in lingua aymara: “ari”, che significa raccogliere o prendere, e “quipa”, che significa posto dietro o semplicemente dietro. L'etimologia esatta è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi ma questa interpretazione potrebbe suggerire il legame profondo tra la città e le popolazioni indigene che abitavano la regione prima dell’arrivo degli spagnoli.
Perché Arequipa è chiamata la Città Bianca?
Il soprannome deriva dall’uso diffuso come materiale da costruzione di una particolare pietra vulcanica chiara: il sillar. Questa pietra da la tipica colorazione bianca delle facciate delle numerose chiese, dei palazzi e delle case coloniche della città.
Quali sono i monumenti principali da visitare nel centro storico di Arequipa?
I luoghi da non perdere nel centro storico di Arequipa sono la Plaza de Armas, la Cattedrale di Arequipa, il Monastero di Santa Catalina e i palazzi storici lungo Calle Mercaderes
È necessario prenotare in anticipo il Monastero di Santa Catalina?
No, i biglietti si possono acquistare direttamente alla biglietteria all’ingresso. Si tratta comunque di uno dei luoghi più visitati della città e meta di praticamente tutti i tour che passano da Arequipa, pertanto è consigliabile arrivare presto e visitare il sito al mattino presto
l centro storico di Arequipa è patrimonio dell’UNESCO?
Sì, il centro storico di Arequipa è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000, grazie alla sua architettura coloniale tipica realizzata in pietra sillar
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